Disturbi alimentari: cosa sono e quali sono le cause

disturbi alimentari

Al giorno d’oggi, la forma fisica e l’aspetto esteriore hanno assunto un’importanza cruciale all’interno della società: sono sempre di più le persone che si sottopongono a duri allenamenti o a interventi estetici, per raggiungere standard di bellezza sempre più “elevati”. Ma il rovescio della medaglia sono i problemi psicologici che ne possono scaturire: insicurezza, senso di inadeguatezza e perdita di autostima, sono soltanto la superficie dei tanti problemi che esistono in questo ambito.

I disturbi alimentari nascono e proliferano proprio quando un individuo si ritrova dinanzi a una perdita di autostima (almeno nella maggior parte dei casi). In linea generale è davvero difficile dare una definizione generica di questo genere di problemi, in quanto, ne esistono molti e cambiano da persona a persona (in base ai casi specifici). Si può sicuramente dire che i problemi alimentari sono quasi sempre legati ad una valutazione errata (o disfunzionale), che l’individuo fa di sé stesso. Questo vuol dire che una persona valuta in maniera errata la propria forma fisica, o il suo “standard estetico”.

In parole povere: si vede troppo magra, troppo grassa, troppo alta, troppo bassa, troppo brutta, etc. Ovviamente, i disturbi alimentari più frequenti, sono legati fortemente all’ideale di magrezza e a l peso. Tutto ciò si sviluppa nella mente di una persona, quando questa sente di non valere abbastanza come essere umano e ciò non fa altro che influenzare in maniera pesante il rapporto con il cibo.

Cosa sono e come riconoscerli

Dare una definizione generica di disturbo alimentare, non è un’impresa molto semplice. Come detto, ne esistono davvero tanti e sono influenzati da una serie di fattori esterni ed interni della vita di una persona. In maniera generale si può definire un disturbo di questo genere come un disturbo del comportamento alimentare. Si tratta di disagi o patologie di natura psicologica (e a volte anche psichiatrica).

I disturbi possono essere costanti nel tempo o caratterizzati da eventi sporadici (in questo caso si parla di border line). Al giorno d’oggi si tratta di fenomeni sempre più dilaganti: sempre più persone, infatti, manifestano sofferenze interiori che le portano ad avere un comportamento non corretto con il cibo.

Trattandosi di patologie diverse, per persone diverse, la cosa più importante da fare in questi casi è un’analisi accurata delle problematiche alla base di queste patologie. Nei prossimi capitoli, verranno descritte in breve le principali forme di disturbi alimentari.

Quali sono i disturbi alimentari

Anoressia

Classificare i problemi alimentari non è semplice come per le altre patologie. Come detto, il problema risiede molto spesso in un’immagine sbagliata che la persona ha di sé stesso. Tutto questo va a inevitabilmente ad influenzare il rapporto con il cibo di una persona. Tra le problematiche alimentari più diffuse al mondo, le più conosciute sono soprattutto l’anoressia e la bulimia. Una persona che soffre di anoressia, per quanto magra sia, non riesce in alcun modo ad accettare e o a convivere con il proprio fisico (che nella sua psiche non è mai magro abbastanza).

Il problema del peso diventa così cruciale nella vita di una persona anoressica, che quest’ultima si ritrova molto spesso a saltare i pasti o addirittura ad abusare di farmaci lassativi, per eliminare tutto il possibile dal proprio corpo. Questa patologia, nella maggior parte dei casi, ha inizio con una dieta fatta per i motivi più sbagliati.

Il problema principale di questo disturbo alimentare è che tutto il corpo viene danneggiato da questo genere di comportamento con il cibo. Oltre la perdita di peso che può essere molto pericolosa, quando eccessiva e incontrollata, si presentano altri problemi come l’insufficienza renale, l’osteoporosi e la perdita di denti e capelli. Purtroppo, se non trattata in maniera corretta sia a livello fisico, che psicologico, una patologia come l’anoressia, può portare anche alla morte.

Bulimia

Un altro disturbo alimentare, tra i più noti, è la bulimia. Il termine bulimia vuol dire “fame da bue”. Questa patologia è caratterizzata da una smodata e incontrollata assunzione di cibo. A queste incontrollate abbuffate di cibo, seguono dei tentativi di espellere quanto appena ingerito. Tutto ciò avviene tramite il vomito auto indotto o attraverso l’uso massiccio di lassativi.

Nei momenti in cui una persona affetta da bulimia mangia incontrollatamente, nulla risulta essere più importante del cibo e proprio per questo motivo, si entra in un loop in cui sopraggiungono profondi sensi di colpa per aver mangiato così tanto. L’insorgere di questi sensi di colpa, inducono il soggetto in un profondo stato di depressione, che molto spesso degenera nel continuare a mangiare in maniera controllata, per poi liberarsi nuovamente.

Purtroppo le precise cause di bulimia o di anoressia, non sono sempre certe o semplici da individuare. Queste, infatti, sono oggetto di studio ormai da decenni. La certezza è che alla base di questi comportamenti, ci sono delle percezioni distorte che i soggetti hanno della propria immagine corporea. Anche altri tipi di problemi psicologici, biologici e ambientali, possono portare all’insorgere di questo tipo di disturbi alimentari.

Trattamenti principali

Trattandosi di problemi diversi in diversi soggetti, non esiste una vera e propria cura per problemi alimentari come l’anoressia e la bulimia. In questo senso, non esistono esami strumentali in grado di definire se una persona sia affetta o meno da problemi del genere.

In primis è necessario un approccio terapeutico, anche molto complesso e soprattutto multidisciplinare: infatti, non esiste una sola figura professionale in grado di risolvere problemi alimentari di questo calibro. Potrebbe essere necessario affidarsi a più figure come un dietologo, endocrinologo e uno psicoterapeuta. Nel caso di problemi alimentari è bene raccogliere, soprattutto in fase iniziale, quanto più informazioni possibili.

Potrebbe essere necessario rivolgersi a familiari o amici, per ricevere quante più informazioni possibili sul paziente. Ma la primissima cosa da fare per risolvere problemi come anoressia e bulimia, è l’accettazione da parte del paziente di avere un problema, quindi avere la sua completa collaborazione.

Come risolverli

Sono fondamentalmente tre gli step necessari per risolvere i disturbi di tipo alimentare:

  • raccolta di informazioni: come detto, la prima cosa da fare è quella di raccogliere quanto più informazioni possibili sullo stato psicofisico del paziente o della paziente. Talvolta è necessario avere delle conversazioni non solo con la persona interessata, ma anche con familiari o amici.
  • chiedere aiuto: trattandosi di un problema di natura psicologica, deve essere il paziente (o la paziente) a fare il primo passo per chiedere aiuto. In caso contrario, il paziente potrebbe sentirsi costretto a fare cose che non vuole e in casi come questo, il problema potrebbe peggiorare notevolmente.
  • iniziare una terapia: come detto, l’approccio a questo genere di problema non può non essere multidisciplinare e cambia da caso a caso. Soltanto dopo un’attenta analisi iniziale, sarà possibile per i professionisti sviluppare un percorso adatto alla guarigione.

I problemi e i disturbi alimentari sono dei problemi molto seri ed è importante agire quanto prima possibile. Esistono tantissime associazioni e tantissimi professionisti che si mettono a disposizione delle persone, anche in modo gratuito. L’unico errore da non commettere è quello di sottovalutare questo genere di problema: la cosa importante è assolutamente mettere in condizione i pazienti con disturbi alimentare di sentirsi a proprio agio e di parlare del loro stato di salute.

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