Ferro: a che serve e cosa fare se è basso

carenza di ferro sintomi occhi

La carenza di ferro è una condizione comune a moltissime persone in tutto il mondo: si tratta di una patologia che può essere però risolta attraverso un’alimentazione sana e bilanciata o tramite il consumo di integratori appositi. Quando si parla del ferro, si fa riferimento ad un elemento chimico che si rappresenta con la sigla Fe e con il numero atomico 26: questa è la sostanza più comune sulla Terra ed è importantissima per il funzionamento del corpo umano.

Il corpo umano, ad esempio, ne è composto allo 0,005%, e questo è importantissimo per costruire sia gli enzimi, che i citocromi che le proteine di trasporto e di conservazione dell’ossigeno. Il ferro è contenuto all’interno di moltissimi alimenti, ma solo alcuni di essi, e per lo più di origine animale, apportano una quantità sufficiente di questo elemento chimico nella sua forma che è più attiva dal punto di vista biologico.

Generalmente, gli alimenti ricchi di ferro vengono associati alla vitamina C nei casi di carenza di ferro in quanto questa vitamina è in grado di facilitare il suo assorbimento, il quale si verifica nell’intestino tenue ed è coadiuvato dal pH gastrico molto basso. Il ferro è necessario specialmente alle donne fertili ed alle donne che sono in gravidanza: ecco perché le persone che soffrono maggiormente di carenza di ferro sono proprio le donne.

A che serve il ferro

Il ferro è importantissimo per l’essere umano, in quanto si tratta di una sostanza che permette il corretto funzionamento dell’organismo umano: questo serve alla creazione di proteine, ma anche di citocromi e di enzimi. In generale, il ferro è una delle componenti principali dell’emoglobina, la quale è una proteina che ha come compito quello di trasportare l’ossigeno che parte dai polmoni ed arriva in tutto il corpo.

carenza di ferro

Inoltre, esso è importante per aiutare i muscoli nel processo di stoccaggio ed utilizzo dell’ossigeno, serve per la produzione di alcuni ormoni, serve per la realizzazione del tessuto connettivo, fa parte della struttura di moltissimi enzimi. Dunque è più che evidente che il corpo umano ha bisogno di una quantità sufficiente di ferro in quanto, in caso di carenza di ferro, si potrebbe rischiare di soffrire di anemia sideropenica.

Ovviamente, anche un consumo eccessivo di alimenti ricchi di ferro ed integratori che contengono ferro non è buono per il corpo, in quanto questo può causare un vero e proprio avvelenamento dell’organismo. Infatti, un limite del ferro è che l’organismo non riesce ad espellere un suo eccesso, e per questa ragione non si possono consumare gli integratori a base di ferro se non prescritti appositamente dal proprio medico.

Carenza di ferro e sideropenia

Molte persone tendono a confondere quella che è la carenza di ferro con l’anemia sideropenica: è dunque necessario praticare una distinzione tra queste due malattie che possono risultare simili ma che in realtà sono molto diverse tra di loro. La carenza di ferro si manifesta nel momento in cui all’interno del corpo non ci sono sufficienti scorte per sopperire a quella che è la necessità di funzionamento dell’organismo.

A livello di sintomi, la carenza può essere in alcuni casi addirittura asintomatica, e quindi non venire mai diagnosticata: se essa viene rilevata però si procede con un integrazione con prodotti appositi. Se invece la carenza e presente ma non la si riesce a risolvere, allora si può iniziare ad avvertire una certa debolezza muscolare ed in ultima analisi, ammalarsi di anemia sideropenica.

L’anemia sideropenica è invece una condizione che si manifesta nel momento in cui la carenza di ferro dura per troppo tempo, impedendo in questo modo all’organismo intero una quantità che sia sufficiente di globuli rossi abbastanza completi. L’organismo è ovviamente in grado di creare dei globuli rossi sani anche quando è in atto una carenza di ferro: tuttavia, la mancanza di ferro riduce drasticamente il processo e causa l’anemia sideropenica.

Cause della carenza

La carenza di ferro è sicuramente una tra le condizioni più comuni al mondo, e sono veramente moltissime le persone che sperimentano i suoi molteplici sintomi o che soffrono di anemia sideropenica. Ci sono inoltre moltissime cause che portano a questa carenza, e che bisogna conoscere al fine da evitare comportamenti che possano contribuire al suo sviluppo o addirittura farla peggiorare.

Innanzitutto, nelle donne fertili le mestruazioni sono una tra le cause più comuni di carenza di ferro: tuttavia, anche le donne in gravidanza soffrono di questa carenza, in quanto l’organismo ne richiede un surplus per il bambino. Per quanto riguarda gli uomini e le donne in menopausa, invece, il sanguinamento gastrointestinale può essere una delle cause della carenza: questo si verifica specialmente in cause di ulcere o di tumori.

Approfondimento

Le persone che soffrono di insufficienza renale cronica, ancora, possono essere soggette a questa condizione, così come anche le persone che soffrono di alcune malattie di tipo infiammatorio: un esempio è quello delle persone celiache. Sono davvero rari i casi in cui la carenza di ferro è causata da un’alimentazione povera di questa sostanza: un esempio sono le diete di tipo vegano o vegetariano che non sono studiate in modo attento.

Sintomi comuni della carenza di ferro

Come anticipato, ci sono dei casi in cui la carenza di ferro può essere asintomatica, e quindi non si accorge della sua presenza: ovviamente, a lungo andare, questo può portare all’insorgenza dell’anemia sideropenica. Poco tempo dopo l’inizio della carenza, questa non causa la comparsa di particolari sintomi, in quanto l’organismo è ancora in grado di rivolgersi alle scorte di ferro presenti in milza, midollo osseo, muscoli e fegato.

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Nel momento in cui iniziano ad esaurire anche le scorte, allora, inizia a compare l’anemia, che si manifesta con una diminuzione in quelli che sono i livelli di emoglobina ed un rimpicciolimento dei globuli rossi. Questo fenomeno è ovviamente causato da una ridotta quantità di ossigeno che il ferro deve trasportare dai polmoni al resto del corpo umano: questo causa ovviamente dei sintomi abbastanza notevoli.

Tra questi sintomi è possibile menzionare l’affaticamento, la debolezza, il picacismo (cioè il desiderio di mangiare alimenti che contengono ferro), il battito cardiaco non regolare, il fiato corto, la sensibilità al freddo o al caldo, la pelle pallida, la presenza di mucose, la sindrome delle gambe senza riposo, ulcere sulla lingua, le unghie concave al centro, i capogiri, il mal di testa, la sincope, la sonnolenza ed una crescita della milza.

Come ci si cura

Una volta che si iniziano a riscontrare i sintomi di una carenza di ferro o dell’anemia sideropenica, è necessario rivolgersi al proprio medico per una cura adatta alla propria condizione. Per le persone che soffrono di anemia, iniziare ad assumere una corretta quantità di ferro all’interno della propria dieta è già un primo passo per stare meglio, ma ci sono casi in cui l’utilizzo di integratori diventa piuttosto necessario. 

Tali integratori di ferro vengono impiegati per far crescere i livelli di ferro e per eliminare finalmente l’anemia sideropenica: in merito al tempo di guarigione, questo è dipendente dalla gravità della condizione, ma anche dalla durata della terapia, dal tipo di integratore usato e dall’assorbimento del ferro. Generalmente, coloro che soffrono di anemia sideropenica sono in grado di guarire nell’arco di due o tre mesi.

Tuttavia, anche quando l’anemia sparisce, la quantità di ferro che si trova nell’organismo potrebbe ancora essere bassa, ed è per questo motivo che i medici spesso consigliano altri sei mesi di cura con integratori a base di ferro. Questo permette quindi di conservare una quantità sufficiente di ferro all’interno del corpo.

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