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Conseguenze alla tiroide in caso di carenza di vitamina D

Conseguenze alla tiroide e carenza di vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile che viene spesso paragonata a un ormone, piuttosto che alle vitamine vere e proprie. In genere essa si accumula nel fegato e potendo il corpo farne una piccola scorta, in genere non è necessario assumerla tutti i giorni.

I cibi che la contengono non sono molti, si possono menzionare il salmone, altri pesci particolarmente grassi, oltre agli agrumi. Questo significa che in caso di bisogno il corpo deve trovarne un altro fonte.

Essa viene definita come la vitamina del sole, in quanto l’esposizione del corpo al sole porta proprio alla sintesi di vitamina D, in alcuni sa questo non è sufficiente ed ecco per quale motivo si procede con integrazione. Avere all’interno dell’organismo il corretto quantitativo di vitamina D è importante per riuscire ad evitare problematiche di salute.

La vitamina D, in effetti, concorre all’assorbimento del calcio, ma alcuni studi hanno anche dimostrato come la sua carenza possa essere causa di problemi psichici come l’ansia, oltre che disfunzioni tiroidee. Ecco una tabella con i livelli di Vitamina D nell’organismo:

ConventrazioneConcentrazione nmol/l
Insufficienza30 nmol/l – 75 nmol/l
Normalità75 nmol/l – 200 nmol/L
Eccesso>200 nmol/l
Tossicità>375 nmol/l

A cosa serve e dove trovarla

La vitamina D sintetizzata dall’organismo grazie all’esposizione alla luce solare funziona come un regolatore del metabolismo del calcio. Proprio per questo motivo questa vitamina risulta essere molto utile per quello che riguarda la calcificazione delle ossa.

Per questo motivo la vitamina D risulta essere indispensabile nei bambini in via di sviluppo, per la salute delle loro ossa e inoltre è utile anche per evitare il deterioramento delle ossa nel corso degli anni. Questa però è solo una delle funzioni che la vitamina D, in quanto essa influisce in maniera diverse sul benessere dell’organismo. 

Il benessere generale dell’individuo dipende dalla quantità di vitamina D presente nel corpo. Dalla sua presenza dipenderebbero alcune funzioni psichiche oltre ad alcune funzioni basilari come quella di un buon funzionamento della tiroide.

Parte della vitamina D di cui il corpo ha bisogno è possibile ottenerla grazie all’alimentazione, essa è presente in alcuni pesci grassi, uova fegato, verdure a foglia verde e latticini. Con una dieta sana e variegata è possibile accumulare la vitamina D all’interno del corpo, esattamente come è possibile farlo esponendosi al sole.

A tal proposito occorre chiarire che la vitamina D è tanto indispensabile per il corpo, quanto può essere dannosa nel caso in cui se ne assuma una quantità eccessiva. Quindi è importante anche sapere di quanta vitamina D si ha bisogno nell’ardo della giornata.

Tale esigenza cambia a seconda dell’età, del sesso e anche del fabbisogno specifico della persona. Ad esempio alle fasi della crescita, della gravidanza e dell’allattamento corrisponde un gabbiamo maggiore.

Quindi si parte da un minimo di 400 unità al giorno dino a un massimo di 1.000 unità nel caso in cui si verifichi un deficit. Ecco una tabella con gli elimenti ricchi di Vitamina D:

AlimentoConcentrazione di Vitamina D (in UI)
Latte3-40/L
Burro35/100 g
Yogurt89/100 g
Formaggi12-44/100 g
Tuorlo d’uovo20-25/tuorlo
Gamberetti152/100 g
Fegato di manzo15-50/100 g
Salmone rosa624/100 g
Merluzzo44/100 g

Legame tra vitamina D e tiroide

Sono stati molti gli studi condotti in merito a quelli che sono i compiti della vitamina D. I più recenti tra gli studi che sono stati condotti hanno permesso di notare il ruolo peculiare della vitamina D sul sistema immunitario tanto per quello che riguarda l’immunità innata che quella acquisita.

In maniera particolare poi, ci sono delle ricerche che hanno evidenziato com vi sia una correlazione specifica tra la carenza di vitamina D e malattie autoimmuni della tiroide, oltre che il cancro alla tiroide. Questo è correlato al paragone che si copie tra la vitamina D e un ormone che ha il compito di regolare l’omeostasi muscolo-scheletrica.

Gli studi specifici hanno poi evidenziato come vi siano recettori di vitamina D a livello di molte cellule e tessuti, ad esempio risulta essere implicata nello sviluppo e nella plasticità neuronale. Quindi nella letteratura scientifica la carenza di vitamina D è associata a una serie di malattie autoimmuni.

Essa sarebbe in grado di andare a bilanciare il Th1 e il Th2 attori del sistema immunitario e in grado di rispondere all’attacco da parte di virus e di batteri, oltre che all’insorgenza di malattie allergiche. Questa è la correlazione tra il funzionamento della tiroide  e la carenza di vitamina D.

In particolare ci si può ricollegare a malattie autoimmuni della tiroide, anche se la vitamina D ha un ruolo anche nell’insulina resistenza, connessa al diabete.

Livelli ottimali

Importante conoscere quelli che sono i livelli ottimali di vitamina D, per comprendere in che modo debba comportarsi una persona con patologia autoimmune della tiroide. In merito non sono pochi gli studi.

I più comuni sembrano essere d’accordo che il livello giusto da mantenere è di 35 ng/mL. Altri studi hanno evidenziato come la maggior parte delle persone che presentano massima densità ossea presentano un quantitativo di vitamina D pari a un valore che va dai 32 ai 40 ng/ml.

Esattamente come livelli di vitamina D troppo bassi posso essere dannosi, lo possono essere anche livelli eccessivamente alti. In effetti questi potrebbero essere causa di problematiche cardiovascolari e di altre tipologie di patologie molto più gravi da affrontare.

Ci sono poi ulteriori studi che sono stati in grado di evidenziare come vi siano una serie di meccanismo che riducono la capacità di assorbimenti della vitamina da parte dell’organismo. In questi specifici casi, è importante sapere che l’assunzione della vitamina D debba essere modulata in maniera specifica, sia che si tratta della sintesi dovuta all’esposizione al sole, dall’alimentazione e dall’integrazione.

Approfondimento

Un esempio di tutto ciò si ha quando vi sono delle patologie infiammatorie del sistema gastrointestinale. In effetti la vitamina D viene inglobata dall’intestino tenue che se irritato non è in grado di assorbire in maniera efficace la vitamina D.

Infiammazione spesso presente anche in chi presenta problemi alla tiroide. È prova dell’influenza della vitamina D sulla tiroide l’indice che afferma che i soggetti in sovrappeso vedono ridursi l’attività biologica della vitamina.

La tiroide influisce notevolmente sulla perdita o sull’aumento di peso e anche l’influenza della vitamina può spiegare questi effetto. In ogni caso è possibile pensare che una dieta non equilibrata possa anche essere causa di un minore assorbimento di vitamina D, in particolare ciò che non deve mancare sono i grassi, essendo tale elemento liposolubile.

Si ricorda infine che altri fattori provocati da una scarsa quantità di vitamina D sono l’invecchiamento precoce e la presenza di infiammazioni.

Fattori che portano alla diminuzione di vitamina D

La carenza di vitamina D può essere causata da diversi fattori. Su alcuni di essi è possibile intervenire in maniera diretta per la loro risoluzione.

Presentano carenza di vitamina D le persone che fumano, ma anche coloro che sono in età avanzata. In effetto l’invecchiamento porta la cute a perdere la sua capacità di assorbire la luce del sole che stimola la produzione di vitamina D.

Come visto in precedenza anche il sovrappeso riduce la biodisponibilita della vitamina, esattamente come l’assunzione di alcuni specifici farmaci, come quelli assunti per contrastare le convulsioni. Inaspettatamente le persone di colore tendono ad avere un assorbimento minore di luce solare, questo succederebbe per via della troppa melanina.

tiroide e carenza di vitamina D

Inoltre è causa di carenza di vitamina D, l’alcolismo, la presenza di osteoporosi, l’allattamento al seno per periodo molto lunghi, questo considerando che i piccoli, con il latte materno assumono molta vitamina D. Il morbo di Crohn e la celiaca complica l’assorbimento della vitamina, esattamente come il bypass gastrico.

Occorre poi sottolineare come la presenza di vitamina D è scarsa nelle persone che non si espongono mai al sole chi soffre di insufficienza renale o epatica, chi soffre di patologie specifiche come la tubercolosi, i malati di linfoma, chi presenta un tumore del sangue, fibrosa cistica e cirrosi.

I sintomi

In realtà occorre specificare come una carenza di vitamina D non è semplice da comprendere in quanto tende a palesarsi solo nel momento in cui la quantità dell’elemento è veramente bassa. In ogni caso, è stato notato come i soggetti che presentano una notevole carenza di vitamina D tendono a mostrare dolore alle ossa, alle articolazioni, una certa debolezza dei muscoli, ossa fragili.

Spesso, soprattutto in età avanzata si nota come le ossa di chi presenta carenza di vitamina D tendano a deformarsi, con conseguente dolore anche alle articolazioni. Quando però vi è carenza di vitamina D, questo può succedere anche in giovane età. Inoltre le ossa di tali soggetti tendono a rompersi facilmente.

I soggetti con carenza di vitamina D presentano poi stanchezza cronica, ossa poco mineralizzate che possono essere causa di rachitismo, soprattutto nei bambini e osteoporosi negli adulti. Di contro, come accennato in precedenza, una presenza eccessiva di vitamina D nell’organismo non fa altro che creare serie problematica, in particolare è a rischio il sistema cardiovascolare e si possono verificare patologie come: diabete, ipertensione e sindrome metabolica.

Contrastare la carenza di vitamina D vuol dire, innanzitutto intervenire sul proprio stile di vita e sulla propria alimentazione. Per quello che riguarda lo stile di vita, occorrerebbe esporsi maggiormente al sole, mentre per l’alimentazione sarebbe opportuno utilizzare cibi con un buon quantitativo di vitamina D, come ad esempio pesce grasso, latticini, verdura a foglie verdi. 

Inoltre, nel caso in cui tutto ciò non fosse sufficiente, si rivela indispensabile procedere con l’integrazione, anche se, in tal caso, si consiglia di rivolgersi a un esperto per comprendere quale sia il prodotto migliore in base a quella che è la reale esigenza del soggetto che mostra carenza di vitamina D.

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