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Come fare la doccia con il Fuoco di Sant’Antonio

Come fare la doccia con il Fuoco di Sant'Antonio

Il fuoco di Sant’Antonio è una patologia della pelle che causa la formazione di lesioni cutanee che durante la malattia si trasformano in piccole bollicine o crosticine. Questa particolare patologia della pelle insorge spessissimo in seguito a periodi di forte stress mentale e fisico.

Per sconfiggere tale condizione può essere di grande aiuto aumentare le difese immunitarie grazie all’aiuto di rimedi omeopatici e integratori alimentari. Uno dei principali dubbi che attanaglia chi soffre di questo tipo di disturbo è legato alla possibilità di fare la doccia e, in generale, di lavarsi.

Che cos’è il fuoco di Sant’Antonio

Il “fuoco di Sant’Antonio” è un’espressione gergale che definisce la patologia conosciuta come herpes zoster. Si tratta di una patologia virale della pelle causata dallo stesso virus responsabile della varicella infantile. La patologia si contraddistingue dalla presenza di una piccola lesione cutanea ricoperta da piccole vesciche.

Di solito il Fuoco di Sant’Antonio affligge soggetti anziani con un sistema immunitario che con l’età si presenta indebolito ed affaticato. In una prima fase il virus genera una leggera infiammazione senza dolore, mentre successivamente porta alla formazione di vesciche e croste. In questa fase della patologia solitamente si comincia ad avvertire prurito e dolore. Per affrontarla al meglio, la malattia va curata durante le sue fasi iniziali attraverso l’utilizzo di farmaci antivirali. La malattia dura solitamente tra i 10 e i 15 giorni, dopo i quali le croste formate sulle vescicole cadono e la pelle guarisce.

Doccia con il Fuoco di Sant'Antonio

Pur non trattandosi di una malattia grave, al primo sospetto di herpes zoster è consigliabile rivolgersi al medico per iniziare rapidamente un percorso di cura, riducendo la gravità dei disturbi e il rischio di sviluppare delle complicazioni.

Bisogna ricordare che l’herpes zoster ricompare, in genere dopo aver causato la varicella durante l’infanzia. Il virus, infatti, rimane in forma inattiva per poi risvegliarsi a distanza di molti anni. Riattivandosi, viaggia fino a raggiungere la pelle dove provoca le vescicole. Fortunatamente non tutti coloro che hanno avuto la varicella sviluppano questa malattia. La causa della riattivazione del virus è tuttavia ancora non nota, ma si pensa che nella maggior parte dei casi avvenga a causa di un abbassamento delle difese immunitarie.

Sintomi del fuoco di Sant’Antonio

Il “Fuoco di Sant’Antonio” si manifesta in diversi modi, con sintomi che possono essere davvero spiacevoli. I principali sono: spossatezza, mal di stomaco, mal di testa frequenti, prurito, febbre, eruzione cutanea di forma allungata ricoperta di vescicole analoghe a quelle della varicella.

Tra i sintomi c’è da tenere conto anche di dolori forti e lancinanto che tendono a manifestarsi in prossimità dell’eruzione cutanea. Generalmente, l’Herpes Zoster si manifesta sul torace, ma può interessare anche altre diverse aree del corpo come gambe, braccia e ascelle. Nei casi più gravi, arriva a colpire anche il volto, manifestandosi sulle labbra e sugli occhi.

Come fare la doccia con il “Fuoco di Sant’Antonio”

Quando ci si trova di fronte a questa problematica si può andare incontro a periodi di fastidio durante i quali anche attività semplici e quotidiane come fare la doccia possono diventare un’impresa complicata. Anche la propria igiene personale, di conseguenza, è spesso messa in discussione perché ritenuta inconciliabile con la malattia.

La risposta alla domanda è, per fortuna, positiva: è possibile fare la doccia se si ha il Fuoco di Sant’Antonio, sebbene ci siano alcuni piccoli accorgimenti da seguire in modo da evitare di irritare ulteriormente le lesioni e la zona colpita dal virus. Innanzitutto, è necessario lavarsi in modo delicato, evitando di andare a sfregare sulle zone colpite dall’Herpes Zoster.

Sono fortemente consigliati detergenti antisettici e non aggressivi. Per non infiammare le vescicole è, inoltre, consigliato un lavaggio con acqua fredda. Durante i primi giorni è preferibile lavarsi a pezzi, evitando possibilmente la doccia in modo da non infiammare i tessuti già lesionati.

Gli accorgimenti utili riguardano anche la parte dell’asciugamento. La zona colpita dal virus va tamponata in modo delicato, senza esercitare una pressione eccessiva e senza sfregamenti. Questo meticoloso processo di lavaggio e asciugatura va compiuto fin quando le vescicole non inizieranno a staccarsi da sole. Una corretta igiene personale è ancora più importante quando si è affetti da questa malattia, perché può contribuire ad evitare ulteriori infezioni batteriche che potrebbero peggiorare la situazione già complicata.

Accorgimenti utili

Appurato che è possibile effettuare una doccia quando si è affetti dal “Fuoco di Sant’Antonio”, si rivela fondamentale attuare alcuni consigli che saranno utili a ridurre il più possibile eventuali complicazioni.

È necessario, ad esempio, fare attenzione alla posizione del soffione. Regolare il getto della doccia, infatti, può aiutare a prevenire il fastidio, poiché minore è la pressione dell’acqua a contatto con l’herpes minore sarà il dolore. Anche provare ad applicare un cerotto di lidocaina sulla zona interessata circa un’ora prima di fare la doccia può aiutare: la lidocaina, infatti, agisce per impedire al nervo di inviare segnali di dolore al cervello.

Approfondimento

La doccia può provare secchezza nelle zone interessate dall’herpes zoster, causando un prurito eccessivo. Una piccola lozione alla calamina potrà contribuire a lenire il prurito e a trattenere la voglia di grattare sulla zona interessata, provocando solo ulteriore bruciore e dolore. Dopo la doccia, il consiglio è quello di indossare abiti larghi e costituiti da materiali “freschi”, in modo da essere più liberi nei movimenti.

Se sfortunatamente si riscontra dell’herpes zoster sul viso, non bisogna far sì che il viso sia in contatto diretto con il getto della doccia. Piuttosto, meglio unire le mani a coppa per raccogliere l’acqua in modo da lavare delicatamente il volto, per poi asciugarlo con un panno delicato.

Rimedi naturali per sconfiggere l’herpes zoster

Molto spesso si tende a fiondarsi sui medicinali “tradizionali” che, sebbene curino il dolore iniziale, possono peggiorare la risposta immunitaria, intossicando il fegato. Esistono, in alternativa, innumerevoli “rimedi naturali ” che possono aiutare a ridurre incredibilmente il dolore nei pazienti affetti da Fuoco di Sant’Antonio. Tra i più importanti rimedi naturali possiamo trovare :

  • l’aloe vera, una pianta rinforzante naturale del sistema immunitario, che alcalinizza e riduce l’infiammazione del corpo. Nell’organismo funge da vero e proprio antibiotico naturale;
  • il ghiaccio: Il ghiaccio rappresenta davvero un toccasana per ridurre il dolore e l’infiammazione delle patologie cutanee di natura infiammatoria. Bisogna, però, mettere mai il ghiaccio a diretto contatto con la pelle, ma utilizzare un asciugamano o un pezzo di stoffa che possa stare tra la pelle e il ghiaccio. Per rinfrescare la zona velocemente, optare per utilizzare delle borse in gel del ghiaccio subito pronte all’uso;
  • i multivitaminici: In presenza di Fuoco di Sant’Antonio l’organismo ha bisogno di aumentare le proprie barriere immunitarie. Nella maggior parte dei casi questo fastidio colpisce persone caratterizzate da una debolezza del sistema immunitario. In questo caso è consigliabile utilizzare un buon multivitaminico in grado di aumentare l’energia e le difese immunitarie.

Come prevenire il Fuoco di Sant’Antonio

Purtroppo, una forma di prevenzione mirata per questo tipo di patologia non esiste. Tale problema sopraggiunge quando il paziente subisce un calo delle difese immunitarie. Il virus dell’herpes, infatti, è uno di quelli che sfruttano i momenti di debolezza dell’organismo, facendosi vivi quando è indebolito, magari in seguito a una malattia o a un periodo di forte stress.

Una forma di prevenzione è possibile con un’alimentazione che sia in grado di sostenere nel modo giusto le difese immunitarie. Le sostanze che maggiormente aiutano a mantenere in forma il sistema immunitario sono le vitamine, i sali minerali e gli antiossidanti.

La “cura preventiva” a base di farmaci antivirali, invece, tendenzialmente non serve molto e inoltre rischia di selezionare una specie di virus resistente al farmaco, rendendo quest’ultimo inutile nel momento del bisogno. Al momento, negli Stati Uniti è in corso lo studio di un vaccino per prevenire il Fuoco di Sant’Antonio. Attualmente è riservato a persone con più di 60 anni, la “fascia” di popolazione che più di frequente è vittima di tale disturbo.

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