con il fuoco di sant'antonio si puo fare la doccia

Con il fuoco di Sant’Antonio si può fare la doccia? È una domanda che si pongono molto spesso le persone colpite da questa malattia.

Il fuoco di Sant’Antonio è una patologia della pelle che causa la formazione di lesioni cutanee che durante la malattia si trasformano in piccole bollicine o crosticine. Questa particolare patologia della pelle insorge, spessissimo, in seguito a periodi di forte stress mentale e fisico.

Per sconfiggere tale condizione può essere di grande aiuto aumentare le difese immunitarie grazie all’aiuto di rimedi omeopatici e integratori alimentari. Uno dei principali dubbi che attanaglia chi soffre di questo tipo di disturbo è legato alla possibilità di fare la doccia e, in generale, di lavarsi.

Si può fare la doccia con il “fuoco di Sant’Antonio”?

Quando ci si trova di fronte a questa problematica si può andare incontro a periodi di fastidio durante i quali anche attività semplici e quotidiane come fare la doccia possono diventare un’impresa complicata. La propria igiene personale, di conseguenza, è spesso messa in discussione perché ritenuta inconciliabile con la malattia.

La risposta alla domanda iniziale è, per fortuna, positiva: è possibile fare la doccia se si ha il fuoco di Sant’Antonio.

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti da seguire per evitare di irritare ulteriormente le lesioni e la zona colpita dal virus. Innanzitutto, è necessario lavarsi in modo delicato, evitando di sfregare sulle zone colpite dall’herpes zoster.

Sono fortemente consigliati detergenti antisettici e non aggressivi. Per non infiammare le vescicole è, inoltre, consigliato un lavaggio con acqua fredda. Durante i primi giorni è preferibile detergersi a pezzi, evitando possibilmente la doccia, in modo da non infiammare i tessuti già lesionati.

Gli accorgimenti utili riguardano anche la parte dell’asciugamento. La zona colpita dal virus va tamponata in modo delicato, con tessuti morbidi o garze, senza esercitare una pressione eccessiva e senza sfregamenti. Questo meticoloso processo di lavaggio e asciugatura va compiuto fin quando le vescicole non inizieranno a staccarsi da sole.

Una corretta igiene personale è ancora più importante quando si è affetti da questa malattia perché può contribuire a evitare ulteriori infezioni batteriche che potrebbero peggiorare la situazione già complicata.

Accorgimenti utili

Appurato che è possibile effettuare una doccia quando si è affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”, si rivela fondamentale attuare alcuni accorgimenti che saranno utili a ridurre il più possibile eventuali complicazioni.

È necessario, ad esempio, fare attenzione alla posizione del soffione della doccia. Regolare la potenza del getto d’acqua e indirizzarlo sulle parti meno sensibili, infatti, può aiutare a prevenire il fastidio. Minore è la pressione dell’acqua a contatto con l’herpes minore sarà il dolore. Anche applicare un cerotto di lidocaina sulla zona interessata, circa un’ora prima di fare la doccia, può aiutare. La lidocaina, infatti, riduce l’invio dei segnali di dolore al cervello.

La doccia può provare secchezza nelle zone interessate dall’herpes zoster, causando un prurito eccessivo. Una piccola lozione alla calamina potrà contribuire a lenire il prurito e a trattenere la voglia di grattare sulla zona interessata. Quest’azione, infatti, provocherebbe solo ulteriore bruciore e dolore. Dopo la doccia, il consiglio è quello di indossare abiti larghi e costituiti da materiali “freschi” e morbidi, che non facciano attrito con la pelle e permettano di essere più liberi nei movimenti.

Se, sfortunatamente, si riscontra dell’herpes zoster sul viso, non bisogna farlo entrare in contatto diretto con il getto della doccia. Piuttosto, meglio unire le mani a coppa per raccogliere l’acqua e lavare delicatamente il volto. Asciugare, poi, il viso con un panno morbido, tamponando delicatamente.

Che cos’è il fuoco di Sant’Antonio

Il “fuoco di Sant’Antonio” è un’espressione gergale che definisce la patologia conosciuta come herpes zoster. Si tratta di una patologia virale della pelle causata dallo stesso virus responsabile della varicella infantile. La patologia si contraddistingue dalla presenza di una piccola lesione cutanea ricoperta da piccole vesciche.

Di solito, il fuoco di Sant’Antonio affligge soggetti anziani con un sistema immunitario che, con l’età, si presenta indebolito e affaticato. In una prima fase, il virus genera una leggera infiammazione senza dolore mentre, successivamente, porta alla formazione di vesciche e croste.

È in questa fase della patologia che, solitamente, si comincia ad avvertire prurito e dolore. Per affrontarla al meglio, la malattia va curata durante le sue fasi iniziali attraverso l’utilizzo di farmaci antivirali. La malattia dura solitamente tra i 10 e i 15 giorni, dopo i quali le croste formate sulle vescicole cadono e la pelle guarisce.

Essendo una malattia potenzialmente molto grave, al primo sospetto di herpes zoster è consigliabile rivolgersi al medico per iniziare rapidamente un percorso di cura. Ridurre la gravità dei disturbi e il rischio di sviluppare complicazioni è importantissimo, soprattutto per i soggetti over 60 e per le persone fragili.

Bisogna ricordare che l’herpes zoster ricompare, in genere, dopo la varicella e, spesso, durante l’infanzia. Il virus, infatti, rimane in forma inattiva per poi risvegliarsi a distanza di molti anni.

Riattivandosi, viaggia fino a raggiungere la pelle dove provoca le vescicole. Fortunatamente, non tutti coloro che hanno avuto la varicella sviluppano questa malattia. La causa della riattivazione del virus è, tuttavia, ancora non nota ma si pensa che nella maggior parte dei casi avvenga a causa di un abbassamento delle difese immunitarie.

Sintomi del fuoco di Sant’Antonio

Il “fuoco di Sant’Antonio” si manifesta in diversi modi, con sintomi che possono essere davvero spiacevoli. I principali sono: spossatezzamal di stomacomal di testa frequenti, pruritofebbreeruzione cutanea di forma allungata ricoperta di vescicole analoghe a quelle della varicella.

Tra i sintomi c’è da tenere conto anche di dolori forti e lancinanti che tendono a manifestarsi in prossimità dell’eruzione cutanea. Generalmente, l’Herpes Zoster si manifesta sul torace anche se può interessare anche altre diverse aree del corpo come: gambe, braccia e ascelle. Nei casi più gravi, arriva a colpire anche il volto, manifestandosi sulle labbra e sugli occhi.

Rimedi naturali per l’herpes zoster

Oltre ai medicinali tradizionali, prescritti dal medico, esistono molti i rimedi naturali che possono aiutare a ridurre il dolore nei pazienti affetti da fuoco di Sant’Antonio. Tra i più importanti rimedi naturali possiamo trovare:

Come prevenire il fuoco di Sant’Antonio

Purtroppo, una forma di prevenzione mirata per questo tipo di patologia non esiste. Tale problema sopraggiunge quando il paziente subisce un calo delle difese immunitarie. Il virus dell’herpes, infatti, sfrutta i momenti di debolezza dell’organismo, magari in seguito a una malattia o a un periodo di forte stress, per attaccarlo.

Una forma di prevenzione è possibile con un’alimentazione che sia in grado di sostenere nel modo giusto le difese immunitarie. Le sostanze che maggiormente aiutano a mantenere in forma il sistema immunitario sono le vitamine, i sali minerali e gli antiossidanti.

Alla popolazione con più di 60 anni che è quella maggiormente a rischio di contrarre la malattia si consiglia di sottoporsi alla vaccinazione per il fuoco di Sant’Antonio, offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. Per individui più giovani, la vaccinazione si può effettuare in co pagamento presso le strutture territoriali competenti.